Il termine elettrosmog indica l'inquinamento da campi elettromagnetici (cem). In Italia si è cominciato a parlare dei pericoli dell'elettrosmog dal 1992, quando le zone a rischio erano concentrate nelle vicinanze dei ripetitori FM e TV. L'avvento dei ripetitori per telefoni cellulari ha causato una diffusione capillare del fenomeno elettrosmog, che è destinato ad un aumento inarrestabile (i ripetitori esistenti saranno presto affiancati da quelli per il funzionamento dell'UMTS).
Il campo elettromagnetico è il risultato della corrente e della tensione elettrica ed è costituito da una parte elettrica e una magnetica. Nei cellulari, radar, ripetitori televisivi, ecc... il campo oscilla ad alta frequenza e la parte più significativa è quella elettrica. Negli elettrodotti e negli elettrodomestici il campo oscilla a bassa frequenza e la parte più significativa è quella magnetica.
Dunque all'interno di un'abitazione gli elettrodomestici e tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche (televisori, stereo, computer, tritatutto, radiosveglie, rasoi elettrici, asciugacapelli, forni a microonde, lavatrici) generano, insieme a campi elettrici, dannosissimi campi magnetici.
Se da un lato i benefici dell'uso dell'elettricità nella vita quotidiana e nella cura della salute sono indiscutibili, dall'altro sono progressivamente aumentate, negli ultimi 20 anni, le preoccupazioni per i potenziali effetti negativi sulla salute. Gli effetti dei campi elettromagnetici sull'organismo umano sono classificabili in due categorie, a breve e a lungo termine. Gli effetti immediati delle onde ad alta frequenza (trasmissioni radiotelevisive e telefonia mobile) consistono nel surriscaldamento e conseguente danneggiamento di alcuni tessuti del nostro corpo, soprattutto degli organi più ricchi di acqua (come i testicoli e il cristallino degli occhi). |

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